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Cucina vegan, Yoga, Rimedi naturali, Autoproduzione, Stile vegan, Impressioni di lettura, Mandàla per l'anima, Animali si nasce, Caro amico ti scrivo

Da questo blog puoi prelevare tutto quello che ti piace, se pubblichi, per correttezza nei confronti delle fonti da cui attingo, ricordati di citare l'autore che trovi in calce ai post. Grazie.


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lunedì 5 febbraio 2018

Shampoo al sapone di Aleppo

Ingredienti:
50 gr sapone di Aleppo
300 ml acqua
50 ml acqua
1 cucchiaio (da tavola) fiori camomilla (o calendula o malva o lavanda)
1 cucchiaino (da tea) alcool buongusto 95°
3 gocce olio essenziale edule (facoltativo)

Attrezzi:
bilancia per alimenti, dosa liquidi, grattugia, casseruola con coperchio, pentolino, cucchiai e cucchiaini, imbuto, contenitori per shampoo puliti ed asciutti (io 2 da 200 ml)

Preparazione:
pesate e tagliate 50 gr di sapone di Aleppo
grattugiate il sapone di Aleppo
scaldate i 300 ml di acqua e versatela nella casseruola
versate le scaglie di sapone nell'acqua 
ponete la casseruola sul fornello più piccolo a fuoco bassissimo e fate sciogliere il sapone, portate a pre-bollore e fate cuocere per 10 minuti con coperchio, fate attenzione che non trabocchi
nel frattempo preparate un infuso di camomilla forte e mantenetelo caldo
trascorsi 10 minuti aggiungete al composto 50 ml di infuso camomilla, 1 cucchiaino da tea di alcool buongusto e 3 gocce di olio essenziale edule 
proseguite la cottura per altri 2 minuti a fuoco basso facendo attenzione che non trabocchi
alzate la fiamma al massimo per 2-3 secondi e ritirate dal fuoco
lasciate intiepidire lo shampoo e trasferitelo nel contenitore (io ho ottenuto circa 230 ml di shampoo non diluito) vedi note d'uso
Tratto da: Autoproduciamo di Lucia Cuffaro qui ricetta di Lucia  qui video di Lucia con qualche modifica

Note d'uso: 
ho letto nel blog di Lucia che alcune persone lamentavano come risultato capelli pesanti per ovviare ho inserito il cucchiaino di alcool che aiuta anche la conservazione dello shampoo diluito ma raccomando di non utilizzare lo shampoo puro diluite 30 ml di shampoo in 170 ml di acqua calda
per mio bob alla clavicola questa quantità è sufficiente per 3 lavaggi
Note di redazione:
contrariamente a quanto indicato da Lucia in ricetta lo shampoo in cottura non gellificava, ma è stato sufficiente ritirarlo dal fuoco ed ha cominciato ad addensarsi 

In caso di ipersensibilità omettete l'olio essenziale (io ho usato l'o.e. di legno di rosa) serve solo per il profumo, in ogni caso NON utilizzate o.e. di agrumi sono fotosensibili

Gran parte dei miei capelli sono bianchi di base il mio colore è però biondo cenere (in foto risultano più scuri) per questo ho usato la camomilla (in sacchetto arghhh non avevo altro) in alternativa si possono usare la calendula per un effetto antinfiammatorio ed anti arrossamento, o la malva per un effetto lenitivo ed emolliente, o la lavanda antibatterica e decongestionante, se avete capelli scuri potete usare foglie essiccate di castagno
Utilizzate solo alcool buongusto (quello per fare i liquori) NON utilizzate alcool denaturato

Il sapone di Aleppo (Siria) è noto per le sue proprietà sebo regolatrici, antisettiche e detergenti, se riuscite ad avere l'informazione scegliete sapone di Aleppo ottenuto con lisciva (metodo tradizionale ottenuta da cenere di legno cotta in acqua) anziché quello con soda caustica

P.S. nella foto di testa lo shampoo non è diluito e risulta scuro e denso, il colore dipende comunque dall'olio del sapone e varia di anno in anno oltre a ciò il mio sapone ha una stagionatura decennale infatti si tratta di un Lotto 2008, nella foto del flacone invece lo shampoo è diluito e pronto all'uso.

R.P.S. inserisco il link al balsamo ai semi di lino, presto pubblicherò la ricetta dello shampoo di farina di ceci che utilizzo principalmente in estate per i lavaggi frequenti, ero convinta di averla pubblicata qualche anno fa ed invece me ne sono dimenticata.
Besos

Balsamo ai semi di lino

Ingredienti:
40 gr semi di lino
500 ml  acqua
1 cucchiaino da tea olio di cocco
3-5 gocce olio essenziale edule (facoltativo)

Attrezzi:
bilancia per alimenti, dosa liquidi, setaccio acciaio inox (colino grande), 2 pentoline con coperchio di cui almeno una  in acciaio inox (o ciotola in vetro), cucchiai e cucchiaini

Ingredienti:
mettete i semi di lino nella pentolina, versatevi sopra l'acqua e coprite con il coperchio lasciate in ammollo per almeno 8 ore (io 24 ore)
ponete la pentolina sul fornello piccolo e portate a pre-ebollizione
fate sobbollire per 5 minuti, mescolando continuamente, facendo attenzione che il composto non trabocchi
ritirate dal fuoco, attendete 5 minuti  e, con l'ausilio del setaccio colate il gel nell'altra pentolina  aggiungete l'olio di cocco e l'olio essenziale edule
per recuperare ulteriore gel pressate delicatamente i semi di lino nel setaccio 
non buttate i semi di lino (idee per riutilizzo sotto nel P.S.)
il gel si conserva in frigo solo pochi giorni ma si può congelare
Tratto da: Autoproduciamo di Lucia Cuffaro con qualche modifica

Note di redazione:
per il balsamo ho usato olio essenziale di legno di rosa (usate solo o.e. ad uso edule), se temete di soffrire di ipersensibilità omettete l'o.e. serve solo a donare profumo e soprattutto non utilizzate o.e. di agrumi in quanto sono fotosensibili.
Il balsamo è piacevolissimo e dona morbidezza ai capelli, io ho un bob (di capelli liscissimi) alla clavicola e due ghiaccioli circa 12 gr mi sono sufficienti, se come me avete punte aride usate una ciotolina (o un vasetto con coperchio) così da poter immergere le punte nel balsamo prima di stenderlo sulla chioma.
Lasciate in posa il balsamo per almeno 3 minuti quindi sciacquate come per qualsiasi altro balsamo, se avete punte aride sciacquate prima la lunghezza dei capelli e per ultime le punte.
Chi ha capelli particolarmente aridi o crespi può miscelare 2 cucchiaini di olio di cocco, QUI la ricetta, attenzione però perché inevitabilmente i capelli si appesantiranno un po', per ovviare a questo problema anziché 2 cucchiaini di olio di cocco, dopo aver risciacquato e tamponato i capelli, potete massaggiare le lunghezze con le mani inumidite con acqua e 1 goccia di olio di cocco.
P.S. ho inserito l'olio di cocco e l'o.e. solo dopo aver scolato i semi di lino affinché i semi avanzati possano essere riutilizzati aggiungendoli alla zuppa, alla crema Budwig, oppure frullateli con un po' d'acqua e riformate un gel da bere come regolatore dell'intestino.
Con questo ultimo passaggio, oltre ad ottenere un ottimo balsamo naturale ed economico, vorrei dare uno spunto per il riciclo nella giornata mondiale contro lo spreco alimentare e più in generale contro gli sprechi.
R.P.S. ero convinta di aver già pubblicato la ricetta dello shampoo di farina di ceci ed invece Nooo provvederò quanto prima ed inserirò il link
Di seguito il link allo shampoo al sapone di Aleppo 

Baci,Baci.

giovedì 30 ottobre 2014

Tabella dell'indice glicemico degli alimenti

Facendo un po' di pulizia nei file del pc ho rintracciato questa tabella dell'indice glicemico degli alimenti, comprende anche alimenti non vegan, purtroppo non ricordo dove ho copiato il file, ringrazio chi a suo tempo ha realizzato questa tabelle e qualora l'autore/trice vi si riconoscesse sarò ben felice di citarlo/la.


Spiacente, nonostante diversi sforzi la tabella è sempre piccola, se volete, con il tasto destro del Vs. mouse, tramite l'opzione "salva immagine con nome" salvarla sul Vs. pc ed ingrandirla con lo zoom.


domenica 23 giugno 2013

Il caldo ed i parassiti intestinali del cane

Salvia officinale - foto tratta da Wikipedia

E' arrivata l'estate con le belle giornate di sole, evviva così si può scorrazzare con papino nei prati!
Purtroppo con l'estate arrivano anche i parassiti intestinali, un valido aiuto per tenerli lontano è la salvia fresca, ecco la mia ricetta:

una volta a settimana porto la mamma dalla pianta di salvia di Don Gianluca e preleviamo (ho il permesso) una foglia piuttosto grande (è sufficiente) tornate a casa me la faccio sminuzzare fine fine, papino dolce me la mescola alla pappa ed io me la gusto con soddisfazione (io simpatizzo vegan per crocchette e biscotti ma la mia pappa è onnivora).

Mi raccomando non dimenticate, in estate i parassiti intestinali non sono l'unica insidia, ci sono la leshmania, la filariosi, il morso dei serpenti, la febbre emorragica, il colpo di calore, quando andiamo a spasso ricordate di portare acqua fresca per voi e per noi, ed il numero per le emergenze, in molte regioni il 118 aiuta persone umane e non, informatevi sui numeri utili.

Buona estate e buone vacanze a tutti.


P.s. quest'estate purtroppo poca bicicletta, io non arrivo ai pedali e la mamma ha il ginocchio fuori uso, però papi mi porta in braccio quando sono stanca.


Ah, dimenticavo hip hip urrà ad agosto si sposa la mia sorellina, si, si avete capito bene si sposa la mia sorellina umana, ieri è andata a fare la prova ed io non vedo l'ora di vederla con indosso l'abito da sposa!
Mini gif tratta da http://www.robertaroberta.com/


martedì 5 marzo 2013

Mercoledì del Buon Essere - apericene vegan alla Berio di Genova


Genova Biblioteca Berio giardino interno

Società Vegetariana <info@societavegetariana.org>


Prima di parlare dei corsi di cucina vegana che svolgeremo a Genova (da
Aprile) e Pescara (a Marzo) ricordiamo che mercoledì 6 marzo, al
BerioCafè,

locale situato all’interno della Biblioteca Universitaria di Genova
proponiamo  la prima delle cene e apericene  vegan per i Mercoledì del
Buon
Essere.


Questo è il link all’evento
http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=365
Per prenotazioni:
info@societavegetariana.org

-  CORSI CUCINA  GENOVA
Verranno svolti da Aprile, in due sedi diverse e in giornate differenti.
E’ possibile scegliere tra le due sedi. Per tutte le informazioni (costi,
orari, sedi, programma)
http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=368
Qui puoi scaricare la locandina
http://www.societavegetariana.org/site/uploads/5d20f2e0-c6af-059a.pdf

-  CORSI CUCINA  PESCARA
Lo stesso corso di cucina vegan è ripetuto due volte (ed è possibile
scegliere le date)
16 - 17 Marzo oppure 23 e 24 Marzo
Per tutte le informazioni (costi, orari, sede, programma)
http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=367
Qui puoi scaricare la locandina
http://www.societavegetariana.org/site/uploads/5d2108b3-eef9-ab8a.pdf

Lo staff di Società Vegetariana
www.societavegetariana.org

♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥

Fedelmente tratta da: tutti i diritti e la proprietà di immagini e testi sono di: 
Società Vegetariana mail di aggiornamento del 02 marzo 2013 e locandine  
Biblioteca Berio Genova fotografia tratta dal sito
che potranno richiedere modifica e/o rimozione parziale/integrale in qualsiasi momento.

Note di redazione: ho pubblicato integralmente la mail di Società Vegetariana perché mi piace l'idea di questa piccola ed allo stesso tempo grande rivoluzione a Genova e mi piace sapere che forse qualcuno/a di  Voi passando in città se ne ricorderà e coincidenza vuoi che sia proprio di mercoledì ne potrà approfittare!

lunedì 12 novembre 2012

Oleolito di bacche di alloro - uso esterno



Alloro con drupe mature

Leggete le AVVERTENZE in calce al post

Ingredienti:
250 gr di bacche (drupe) di alloro mature fresche
1 litro di olio evo (o mix di olii evo, girasole, jojoba risulterà così meno untuoso)

Attrezzi:
tagliere o ciotola robusta, martello o matterello, bottiglia di vetro scuro o arbanella da litro e mezzo o 2 litri dotata di chiusura ermetica, stagnola, carta forno, guanti monouso, colino grande, imbuto, telo naturale pulito non profumato, bottigliette di vetro scuro

Preparazione:
sciacquate ed asciugate le bacche di alloro;
Drupe di alloro mature
indossate i guanti e stendete la carta da forno sul tagliere (meglio 2 strati);
disponete una manciata di bacche sul tagliere rivestito;
ripiegate la carta a formare una bustina non troppo stretta intorno alle bacche (in modo da evitare che pestandole rotolino);
con il lato piatto del martello o matterello frantumate le bacche;
Drupe di alloro frantumate (opppsss mi è partita la mano)
trasferite la poltiglia nell'arbanella o bottiglia;
continuate sino a terminare le bacche;
coprite con l'olio;

chiudete la bottiglia/arbanella e scuotete qualche secondo (l'operazione va ripetuta ogni giorno);
se la bottiglia/arbanella non sono scure avvolgetele con la stagnola per impedire che la luce degradi l'olio;
se possibile esponete per i primi 15 giorni la bottiglia/arbanella al tepore del sole, se piove sistematela vicino ad una moderata fonte di calore;
trascorsi 30 giorni con l'aiuto di colino, telo e imbuto filtrate l'oleolito nelle bottigliette (o bottiglia da litro), se non le trovate scure proteggetele dalla luce avvolgendole nella stagnola;
attendete ancora 10 giorni ed il vostro oleolito sarà pronto a lenire i dolori artritici e reumatici, sarà sufficiente prelevarne una piccola quantità e massaggiare con movimenti circolari la parte dolente, sino all'assorbimento.

Note di redazione ed AVVERTENZE: l'alloro è un sempreverde ma il periodo di maturazione delle drupe è tra fine ottobre e metà novembre.
Ricordate di scusarvi con l'alloro per il doloroso prelievo e ringraziarlo del magnifico dono.
L'alloro cresce vicino ai corsi d'acqua in prima collina, strofinando una foglia tra le mani  o spezzandola sprigionerà il caratteristico profumo, fino a qui niente di strano, ma se non sentite il caratteristico profumo, anzi se non sentite alcun profumo, non cogliete le drupe non prelevate rami o foglie, non strofinatevi le mani (neanche con le salviette inumidite) tenete lontano i Vs. amici quadrupedi e i bimbi perché non avete trovato l'alloro ma il suo simile velenoso il lauroceraso con il suo carico di acido cianidrico (vedi cianuro), per rassicurarvi va detto che il lauroceraso è stato importato nel 16mo secolo a scopo ornamentale (non era nota la tossicità) e tutt'ora viene usato in tale collocazione è quindi molto più frequente in giardini e parchi che non nei boschi.


LAUROCERASO
LAUROCERASO FOGLIE
LAUROCERASO DRUPE

mercoledì 24 ottobre 2012

Great Compassion Mantra - Mantra dell'Infinita Compassione - Festival dell'Oriente


Oggi vi voglio regalare questo meraviglioso Mantra dal Nepal
Grazie Maestro Luca

il Bodhisattva =L' Illuminato il Compassionevole
ha donato il Mantra, si recita per la salvezza, salute e benessere di tutti

In Sanscrito, Devanāgarī lingua religiosa Indiana
Oṃ Maṇi Padme Hūṃ 
(vibrato)
ॐ मणि पद्मे हूँ,
Salve o Gioiello nel fiore di Loto

In Tibetano
Om Mani Peme Hung o Om Mani Beh Meh Hung


Namaste

martedì 23 ottobre 2012

Stevia Rebaudiana - "Steviuccia"

Questo post nasce in ritardo, infatti Steviuccia, fa ormai parte della famiglia da luglio, ma come al solito tempus fugit ed io non riesco a stargli dietro.
Steviuccia l'arrivo 07.07.2012
Sono in ritardo con le presentazioni ma giusto giusto in tempo per farvi vedere i progressi di questi mesi:
Steviuccia i progressi 09.08.2012
Steviuccia fiorita 20.10.2012
e per allertarvi poiché pare proprio che da così:
entro qualche giorno ci ritroveremo così: 
ma Steviuccia, preferisce così: 
se abitate in zone dove si raggiungono minime al di sotto dei 16-18° trovatele, in casa, un posticino luminoso  e temperato ricordatevi di darle da bere (acqua ovviamente e senza esagerare) lei contenta e felice vi ricompenserà con meravigliosi fiorellini oltre che con dolcissime foglie commestibili ottime sostituto dello zucchero a calorie zero ed adatte anche a diete per diabetici.

Se avete letto un po' in giro per il web oltre scoprire che la Steviuccia proviene dal Paraguay che deve il suo nome, di classificazione, completo Stevia Rebaudiana Bertoni a tre scienziati che in tempi diversi si interessarono a lei ed alle sue proprietà:  
il botanico spagnolo Pedro Jamie Esteve
il chimico paraguayense Ovidio Rebaudi 
il naturalista/botanico svizzero Mosè Giacomo Bertoni 
che furono due chimici frencesi M. Bridel e R. Lavieille i primi a  riuscire nell' cristallizzare stevioside e rebaudioside A (glicosidi ai quali si deve il gusto dolce) 
avrete notato che con gran risalto la stevia viene bollata come cancerogena.
Scritto piccolo piccolo, e visibile solo mediante l'utilizzo di una lente d'ingrandimento del telescopio Hubble, potrete scoprire che, in realtà, tossici sono i dolcificanti ottenuti sinteticamente e miscelati allo steviolo che ovviamente sta proprio in fondo alla lista  (nota: gli ingredienti sono enumerati in tutti i prodotti in ordine decrescente).

Comunque, senza arrivare in Paraguay o piangere calde lacrime su semi che non germogliano, persino qui in riviera, fuori dal mondo, un garden si è attrezzato con la produzione in proprio e vendita delle piantine e non vi occorre neppure il 
è sufficiente prelevare qualche fogliolina ed utilizzarla, o potare Steviuccia (meglio in primavera/estate), essiccare in luogo ventilato ed ombreggiato e con il tritatutto polverizzare così avrete le scorte per l'inverno.
Stevia rametti essiccati, che c'entra il quadro? non avevo un chiodo libero
Non dimenticate di scusarvi con Steviuccia del doloroso prelievo e ringraziarla del dolce regalo.

Nota di redazione: Steviuccia, a pari quantità di zucchero, dolcifica 10 volte in più e poiché, come tutte le piante, è verde potrebbe  variare un po' il colore delle preparazioni.

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